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Cinema: King Kong di Peter Jackson

King Kong, Re e Dio nel suo mondo, ma allo stesso tempo semplice ostaggio nel mondo civilizzato, promette uno spettacolo inconfrontabile con i due film precedenti e (in parte) non delude anche il più esigente degli spettatori: l'evoluzione tecnologica, ma anche il mutamento degli stili e dell'estetica cinematografica, danno un senso alla realizzazione di questa nuova versione, attualizzata secondo i gusti e le tendenze del pubblico (Jurassic Park che incontra la Trilogia de Il Signore degli anelli).
Ora non è certo questa le sede per approfondire il discorso sull'opportunità e le motivazioni (artistiche e non) che portano alla realizzazione di un remake o per dissertare sulla metafora dell'uomo bianco civilizzato (l'"Ulisse" sempre alla ricerca del mondo sconosciuto) e del "Mostro" (cieco e incurante delle culture che si trova di fronte) ma diciamo subito che questo remake non è peggiore dell'originale - e di questi tempi è sicuramente una nota di merito: certo è che - pur volendo tralasciare questi due termini di paragone con la pellicola del 1933 - non si può fare a meno di notare come questo viaggio nel profondo ricordi Cuore di Tenebra, e come il metafilm sia la metafora di Hollywood, per cui lo spettacolo deve continuare, anche quando tutto sembra perduto.

Ma chi è King Kong? È lui il mostro? In realtà è l'unico personaggio del film insieme alla diafana Ann Darrow (Naomi Watts) capace di nutrire sentimenti positivi e reali - proprio lui, la Bestia, "ucciso dalla Bellezza" come recita nel finale il regista Carl Denham (Jack Black alter ego di Peter Jackson, ma anche un poco Orson Welles).
Vero è che dopo la Trilogia degli Anelli tutto quello che farà Jackson alimenterà grandi aspettative e sarà difficile giudicare con la mente sgombra le sue pellicole: è vero anche però che King Kong è stato il Sogno del Jackson Bambino e che per questo il regista si è preoccupato di rendere impeccabili Azione, Montaggio e Fotografia. Sicuramente l'evoluzione delle tecniche cinematografiche l'ha aiutato a dare più verosimiglianza alla storia fantastica rispetto al tentativo dell'originale: ma le pecche del nuovo King Kong (i personaggi unidimensionali, nonostante l'apporto di un trio di tutto rispetto, o la mancata spiegazione del trasporto di Kong dall'Isola del Teschio a New York) rimangono.

VOTO : 6,5


Marco Maroscia

 
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